GIUGNO | Per l’abolizione della tortura

Preghiamo perché la comunità internazionale si impegni concretamente nell’abolizione della tortura, garantendo un sostegno alle vittime e ai loro familiari.

Papa Francesco – Giugno 2023

La tortura. Mio Dio, la tortura!
La tortura non è una storia di ieri. Purtroppo, fa parte della nostra storia di oggi.
Come è possibile che la capacità di crudeltà dell’uomo sia così grande?
Esistono forme di tortura molto violente, altre più sofisticate: come i trattamenti degradanti, la deprivazione dei sensi o le detenzioni di massa in condizioni disumane, che tolgono la dignità alla persona.
Ma questa non è una novità. Pensiamo a come Gesù stesso venne torturato e crocifisso.
Fermiamo questo orrore della tortura. È imprescindibile mettere la dignità della persona al di sopra di tutto.
Altrimenti le vittime non sono persone, sono “cose”, e possono essere abusate oltre misura, causandone la morte o provocando danni psicologici e fisici permanenti per tutta la vita.
Preghiamo perché la comunità internazionale si impegni concretamente nell’abolizione della tortura, garantendo un sostegno alle vittime e ai loro familiari.

Credits

Campaign title:

The Pope Video – June 2023: For the abolition of torture

A project by Pope’s Worldwide Prayer Network

In collaboration with Vatican Media

Creativity and co-production by:

Gaia Valeria Rosa, Diego Angeli and Andrea Schneider Graziosi

Benefactors

Thanks to:

Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
Castello Angioino di Gaeta
Caritas Diocesi di Gaeta
Santuario del SS ECCE HOMO – Mesoraca (KR)
Museo Carcere Le Nuove -Torino
Fausto Catanzaro
Amnesty International Italia

With the Society of Jesus

PRESS RELEASE

“Fermiamo questo orrore della tortura!”: Il forte appello di Papa Francesco alla comunità internazionale

Press clipping

  • Il nuovo Video del Papa lancia un forte appello per l’abolizione della tortura: “È imprescindibile mettere la dignità della persona al di sopra di tutto”, dice Francesco.
  • Il Papa denuncia non solo le forme più violente di tortura, ma anche quelle “più sofisticate: come i trattamenti degradanti, la deprivazione dei sensi o le detenzioni di massa in condizioni disumane”.
  • Inorridito dal fatto che sia ancora una pratica corrente, il Papa chiede alla comunità internazionale che “si impegni concretamente nell’abolizione della tortura, garantendo un sostegno alle vittime e ai loro familiari”.

(Città del Vaticano, 30 maggio 2023) – “Come è possibile che la capacità di crudeltà dell’uomo sia così grande?”, si chiede con dolore Papa Francesco all’inizio di questo Video del Papa. La nuova intenzione di preghiera del Santo Padre per questo mese di giugno, affidata a tutta la Chiesa cattolica attraverso la Rete Mondiale di Preghiera del Papa, è un appello per l’abolizione della tortura in tutte le sue forme e in tutto il mondo.

Storia di ieri, storia di oggi

“La tortura non è una storia di ieri”, spiega Francesco nel video: “purtroppo fa parte della nostra storia di oggi”. E lo sottolinea nelle parole che accompagnano la sua intenzione di preghiera: oltre a “forme di tortura molto violente”, ne esistono nel mondo attuale “altre più sofisticate: come i trattamenti degradanti, la deprivazione dei sensi o le detenzioni di massa in condizioni disumane, che tolgono la dignità alla persona”.

La tempistica della sua denuncia, e della stessa intenzione di preghiera, non è casuale: il prossimo 26 giugno ricorrerà infatti la Giornata internazionale delle Nazioni Unite a sostegno delle vittime della tortura, che segna l’entrata in vigore nel 1987 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (una convenzione ratificata da 162 Paesi), approvata nel 1984.

Ecce homo

Proprio delle immagini di detenuti in condizioni disumane – legati a una sedia, incappucciati, con le mani legate – aprono il Video del Papa di questo mese, che ricostruisce luoghi e pratiche di tortura attualmente in uso in varie parti del mondo. Secchi d’acqua con stracci, corde, batterie elettriche, pinze, martelli, machete: l’inventario inquietante di un’ipotetica stanza della tortura accompagna le parole di Francesco, sottolineando che chiunque cerchi di ridurre l’uomo a una “cosa” perde, innanzitutto, la propria umanità. È quanto accadde anche agli aguzzini di Gesù, che durante la passione sperimentò la tortura e morì portandone i segni: le ferite delle spine e dei colpi di frusta, i lividi delle percosse, i polsi tumefatti dalle corde. Lo raccontano, nel Video, i particolari dell’Ecce homo del santuario omonimo di Mesoraca, in provincia di Crotone, che impressionano per il loro realismo.

Una pratica vietata, che rimane nell’ombra del diritto internazionale

La tortura è una pratica che risale all’antichità. Nel XVIII e XIX secolo, i Paesi occidentali hanno abolito ufficialmente il ricorso alla tortura nel sistema giudiziario e oggi il suo uso è vietato dal diritto internazionale. Tuttavia, è una realtà che continua ad avere luogo in molti Paesi: dal 1981, il Fondo Volontario delle Nazioni Unite per le vittime della tortura ha aiutato in media 50.000 vittime di tortura all’anno, in Paesi di ogni parte del mondo. Ciò tende a verificarsi, ovviamente, nelle aree di conflitto, come nel caso dell’aggressione russa all’Ucraina, dove sono stati riportati atti di tortura perpetrati da soldati russi contro militari e civili ucraini. Ma allo stesso tempo, e in parte in seguito all’arrivo di nuove tecnologie, è aumentato l’uso di pratiche di tortura non crudeli, come la tortura psicologica. C’è infine un’aggravante: nel mondo si fatica a individuare e punire i responsabili di torture e maltrattamenti, per motivi dovuti anche alla negazione sistemica, all’ostruzionismo e alla deliberata evasione di responsabilità da parte delle autorità pubbliche; questo scenario rende dunque difficile il conteggio e la registrazione delle vittime.

L’appello di Francesco

Ecco allora l’appello del Papa a tutta la comunità internazionale, affinché “si impegni concretamente nell’abolizione della tortura, garantendo un sostegno alle vittime e ai loro familiari”. Già in un discorso del 2014, Francesco aveva sottolineato che “questi abusi si potranno fermare unicamente con il fermo impegno della comunità internazionale a riconoscere […] la dignità della persona umana sopra ogni cosa”.

Gesù Cristo, torturato e crocifisso

Frédéric Fornos S.J., Direttore Internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, ha commentato così questa intenzione di preghiera: “Qualunque siano le ragioni, la tortura non può essere legittimata. Francesco lo ha detto chiaramente più volte, ad esempio: ‘Torturare le persone è un peccato mortale! Le comunità cristiane si impegnino a sostenere le vittime della tortura’ (Twitter, 26 giugno 2018). Gesù Cristo, il volto di Dio per i cristiani, si è avvicinato a tutti coloro che sono stati torturati nel corso della storia nella sua Passione. Per questo, come ci dice Francesco in Fratelli Tutti, “ogni violenza commessa contro un essere umano è una ferita nella carne dell’umanità” (FT 227).

Questo progetto è realizzato grazie alle donazioni, possibili attraverso il sito web.

Dove si può vedere il video?

 

Il Video del Papa

Il Video del Papa è un’iniziativa ufficiale di portata globale per diffondere le intenzioni di preghiera mensili del Santo Padre. È sviluppata dalla Rete Mondiale di Preghiera del Papa (Apostolato della Preghiera). Dal 2016, Il Video del Papa è stato visualizzato più di 200 milioni di volte su tutte le reti sociali vaticane. È tradotto in 23 lingue, e ha una copertura stampa in 114 Paesi. Questo video è prodotto e realizzato dall’equipe del Video del Papa della Rete di Preghiera, coordinata da Andrea Sarubbi, distribuito dall’agenzia La Machi e con la collaborazione di Vatican Media. Ulteriori informazioni su ilvideodelpapa.org.

La Rete Mondiale di Preghiera del Papa

La Rete Mondiale di Preghiera del Papa è una Opera Pontificia, la cui missione è di mobilitare i cattolici attraverso la preghiera e l’azione di fronte alle sfide dell’umanità e della missione della Chiesa. Queste sfide sono presentate sotto forma di intenzioni di preghiera affidate dal Papa a tutta la Chiesa. La sua missione si inscrive nella dinamica del Cuore di Gesù, una missione di compassione per il mondo. Fondata nel 1844 come Apostolato della Preghiera è presente in 89 Paesi ed è composta da più di 22 milioni di cattolici. Include la sua sezione giovanile, il MEG – Movimento Eucaristico Giovanile. Nel dicembre 2020 il Papa ha costituito questa opera pontificia come fondazione vaticana e ha approvato i suoi nuovi statuti. Il suo direttore internazionale è P. Frederic Fornos, S.J. Ulteriori informazioni su: preghieradelpapa.va.

CONTATTO STAMPA [email protected]

POSTER

Scarica il poster da affiggere in parrocchia.

Tortura, No alla tortura, Stop alla tortura, Dignità delle persone, Esiste oggi la tortura?, Tortura fisica, Tortura psicologica.

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